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Qualità della normazione

Il miglioramento della qualità della regolazione rientra, tra gli obiettivi principali dell'azione di governo della maggior parte degli Stati membri dell'Unione Europea, ed è considerata un elemento cruciale per accrescere la competitività degli Stati e ridurre le barriere e i costi amministrativi. Le conclusioni del Consiglio europeo di Lisbona del marzo 2000 hanno raccomandato la formulazione di una strategia coordinata per la semplificazione del quadro regolamentare a livello comunitario ed europeo. A seguito di tale vertice le iniziative a livello europeo in materia di qualità della regolazione sono state molteplici e tra loro collegate, trovando tra l'altro impulso proprio nell'ambito della cooperazione tra i Ministri della Funzione Pubblica dell'UE.
Nell'ambito della cooperazione informale , difatti, opera da oltre un decennio la rete informale dei Direttori ed esperti di politiche di regolazione e semplificazione, cd Directors of Better Regulation. Nel novembre 2000, nel corso della Presidenza francese, al gruppo dei Directors of Better Regulation è stato affiancato un gruppo tecnico di alto livello, c.d. "gruppo Mandelkern", con il mandato di redigere un Rapporto sui principi e strumenti di qualità della regolazione a livello europeo, presentato al Consiglio Europeo di Laeken nel dicembre 2001. Il rapporto propone un Piano d'Azione che individua i principi essenziali (necessità, proporzionalità, sussidiarietà, trasparenza, accountability, accessibilità e semplicità), nonché le policies e gli strumenti per la qualità della regolazione (opzioni di policy, analisi d'impatto, consultazione, semplificazione, accesso alla regolazione, strutture, implementazione della regolazione europea).
Nel nostro Paese l'eccessivo ricorso alla fonte legislativa, quale strumento principale di regolazione, ha creato, nel corso degli anni, una stratificazione di norme, complessa ed articolata, che ha determinato significative difficoltà nell'applicazione della disciplina ivi contenuta, compromettendo inevitabilmente l'effettività delle leggi nonché il rispetto del principio della certezza del diritto; principio cardine dell'ordinamento. Si è cercato, negli ultimi anni, di porre rimedio a tale problematica mediante il ricorso alla delegificazione, demandando, quindi, alle fonti secondarie, ove costituzionalmente possibile, il compito di disciplinare puntualmente specifici settori, nella convinzione che uno strumento più flessibile, quale appunto il regolamento, potesse assicurare un migliore ed un più efficace soddisfacimento delle esigenze concrete, dettate dall'evolvere stesso dei bisogni della società civile.
Al fine di garantire, altresì, una migliore conoscibilità e comprensibilità delle norme, una loro razionalizzazione e riconduzione ad unità, si è provveduto a semplificare la normativa vigente in determinate materie mediante la redazione di testi unici e, da ultimo, di veri e propri codici di settore. Tuttavia, l'attività di semplificazione legislativa deve essere accompagnata, per essere realmente efficace, da un'analisi sulla qualità della regolazione, che può essere assicurata mediante istituti specifici, quali l'analisi di impatto della regolamentazione (A.I.R.) e l'analisi tecnico-normativa (A.T.N.), ex ante, nell'iter di formazione degli atti normativi, nonché dall'analisi della fattibilità degli stessi (V.I.R.), per la valutazione, ex post, del loro impatto nell'ordinamento giuridico. In seguito alla riforma del Titolo V, Parte II, della Costituzione, dapprima, ad opera della legge cost. n. 1/1999, e, successivamente, della legge cost. n. 1/2001, le quali hanno modificato il rapporto tra lo Stato, le Regioni e le autonomie locali nonché parificato la legge statale e la legge regionale, sottoponendole ai medesimi limiti, ai sensi del novellato art. 117, comma 1, della Costituzione, la problematica della qualità della regolazione ha assunto particolare rilievo, tenuto conto anche della complessa ripartizione di materie tra lo Stato e le Regioni e la conseguente esigenza di garantire il maggior equilibrio in termini di coerenza ed unitarietà dell'ordinamento giuridico, complessivamente inteso.
Allo stesso tempo, la semplificazione amministrativa costituisce una tematica importante ed altrettanto complessa a quella della semplificazione normativa ed alla quale si è cercato di dare effettiva realizzazione, principalmente, mediante l'istituto della legge di semplificazione annuale, insieme a specifici interventi legislativi di settore. Al fine di fornire risposte adeguate alle esigenze sopra evidenziate, sono stati creati appositi gruppi di lavoro a più livelli. Il tavolo tecnico, istituito presso il Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie Locali, si propone di coordinare le diverse iniziative regionali in materia di semplificazione normativa ed amministrativa e di qualità della regolazione, assicurandone, al contempo, l'uniformità agli interventi normativi statali in tale materia.
La Conferenza unificata Stato - Regioni - Enti Locali il 29 marzo 2007 ha siglatp l'accordo sulla semplificazione normativa. Il documento approvato definisce i principi comuni per il miglioramento della qualità e della trasparenza del sistema normativo per uniformare la tecnica legislativa tramite un raccordo costante tra Stato, regioni e province. Il miglioramento della qualità della regolazione inoltre, rientra tra i principali obiettivi delle raccomandazioni dell'Unione europea e dell'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). Obiettivo da ultimo definito dalle Conclusioni del Consiglio europeo dell'8 e 9 marzo 2007 in materia di Better Regulation.
La Regione Abruzzo al fine di partecipare a questo lungo e complesso processo di semplificazione e di qualità della regolazione, anche nell'ottica di miglioramento della qualità della vita dei cittadini, già nel DPEFR 2005-2007 aveva individuato, nell'ambito dell'Obiettivo Strategico 022: "Migliorare la qualità della Regolazione", l'Obiettivo Gestionale 0192, concernente l'obiettivo della semplificazione e del riordino normativo. Nel DPEFR 2007-2009, con la previsione dell'obiettivo strategico 02 affidato alla Direzione Affari della Presidenza, si è inteso proseguire il lavoro, già avviato nel corso dell'anno 2006 con il predetto obiettivo gestionale in materia di semplificazione delle norme regionali, prevedendo, quale ulteriore elemento dell'obiettivo, la definizione delle Linee Guida per garantire gli standard di qualità delle nuove norme regionali.